Le mete hanno uno strano difetto: quando finalmente ci arrivi, sei solo a un altro punto di partenza.
Il senso di essere un percorso, invece, quello resta.
Dentro ci finiscono le strade giuste e quelle sbagliate (ma poi erano giuste o sbagliate? in base a cosa?), le persone incontrate per caso, qualche buona decisione, parecchie meno buone, le deviazioni inutili che anni dopo si rivelano non essere state poi così inutili…
La vita, più o meno.
Solum Iter Est nasce da questi pensieri, e anche dal fatto che mi ha concesso un piccolo gioco con il latino.
“Solum” se lo prendi come avverbio significa “soltanto”, ma se invece lo rendi un sostantivo, allora è “suolo”, “terra”.
Ed ecco l’ambiguità: “Esiste solo il viaggio”, ma anche “Il suolo è esso stesso il cammino”.
A Eraclito probabilmente sarebbe piaciuto. Tutto cambia, tutto diventa qualcos’altro, noi compresi.
Un modo di stare al mondo sapendo che siamo dentro il tempo, non fuori a guardarlo (e qui Heidegger mi farebbe l’occhiolino soddisfatto).
E ovviamente c’è Fritz (Nietzsche), che da queste parti torna spesso: restare fedeli alla terra, senza cercare troppo lontano quello che abbiamo già davanti, senza rifugiarsi nel sogno di mondi migliori altrove (ah, la décadence!).
Tendere all’amor fati, che infatti mi porto sul casco: non limitarsi ad accettare la strada fatta, ma desiderarla, riconoscerla come propria, amarla per la sua necessità.
Poi c’è la strada vera.
Quella con l’asfalto, il vento, il rumore del motore e qualche curva che sulla cartina sembrava decisamente più semplice.
Lì questa faccenda diventa molto meno filosofica, ma alla prossima trattoria faremo una tappa, se il profumo che arriva sarà quello giusto.
Insomma, alla fine com’è la giostra?
Si parte. Anzi, che ci piaccia o no, siamo già partiti. Qualcuno viene con noi per un pezzo. Qualcuno prende un’altra strada. Qualcuno lo ritroviamo più avanti.
E intanto succedono cose. Forse è tutto qui.
Il viaggio non trova il suo senso nell’arrivo, lasciatelo stare l’arrivo… che poi ci si costruiscono castelli in aria che niente niente diventano religioni, e finisce che torni a incastrarti nell’altrove.
Il percorso è dove accade la vita.
– SOLUM ITER EST –